giovedì 1 ottobre 2009
ottobre
ecco, era da giugno che non postavo. due righe per constatare che dopo un'estate fitta di impegni che mi hanno spesso sottratto all'asfalto ora sembra finalmente di potermi godere di nuovo il mio appuntamento due volte a settimana. felice di vedere che il fiato non si è sciupato troppo; è ora di tornare a correre e allenarsi come prima.
venerdì 12 giugno 2009
Il mio metodo naturale
Georges Hébert nell'ideare il Metodo Naturale probabilmente pensava anche a questo. Lo spostamento nei luoghi non consueti, in ambiente non antropizzato. Ecco come mai da qualche tempo mi alleno anche sugli scogli.
Sono sul pianeta Terra, almeno per un po'. Lasciate un messaggio a casa.
Un allenamento breve, poco più di tre chilometri, ma di questi tre uno è su strada sterrata e uno completamente su scogli di rocce sedimentarie e vulcaniche inframezzate da piccole recenti frane.
Correre ed arrampicarsi sulle rocce vulcaniche, oltre a distruggere le scarpe, lascia ben poco margine alla disattenzione. Sono superfici ruvide, piene di fori e qualche volta cedevoli...
Correre ed arrampicarsi sulle rocce vulcaniche, oltre a distruggere le scarpe, lascia ben poco margine alla disattenzione. Sono superfici ruvide, piene di fori e qualche volta cedevoli...
Qualche passaggio è letteralmente in arrampicata, serve equilibrio, occhio e rapidità di riflessi.
Capisci cosa si intende per movimento fluido solo quando ti trovi nella condizione di dover decidere continuamente ad ogni istante dove poggiare i piedi o su quale roccia rimbalzare, con l'incognita che non sia perfettamente stabile costringendoti a improvvisi ripensamenti.
Difficile, entusiasmante, impegnativo per le articolazioni.
Difficile, entusiasmante, impegnativo per le articolazioni.
Però è casa. E' il mio mare. Una ventina di minuti in cui piano piano voli sopra gli scogli, prefiggendoti di non toccarne mai uno bagnato per non rischiare di perdere pericolosamente aderenza.
Le mie 574 lavorano bene anche se sono piuttosto consumate, sentire con chiarezza le rocce ti dà confidenza e, in definitiva, ti senti una tessera del mosaico.
Le mie 574 lavorano bene anche se sono piuttosto consumate, sentire con chiarezza le rocce ti dà confidenza e, in definitiva, ti senti una tessera del mosaico.
L'altra sera ho fatto un buffo accrocchio per poter portare con me la macchina fotografica e farvi capire cosa possa significare, per me, venirmi ad allenare qui. Poi, come sempre, tornerò a correre con solo un fazzoletto in una tasca e una spiga di lavanda nell'altra. Chi mi cerca, spiacente, dovrà attendere.
Sono sul pianeta Terra, almeno per un po'. Lasciate un messaggio a casa.
giovedì 28 maggio 2009
Beatitude
Che non mi incazzo.
E non è del tutto vero, o meglio, diciamo che sono cambiato molto; un tempo mi incazzavo più facilmente, mi agitavo per nulla, mi saltavano i nervi al volo.
Ora no, solo per divertimento o per motivi seri.
E' che non ne vale la pena.
E' che corro.
C'è bisogno di una valvola di sfogo; mantenere un ritmo costante negli allenamenti è metodo, è disciplina, è un modo per staccare e lasciarsi tutto dietro, correre via fisicamente e mentalmente.
E' che salto giù dai muri, che volo sopra i corrimano di metallo lucido, che mi ritrovo a correre lungomare in mezzo al nulla, col sole che tramonta, i cisti e gli elicrisi in piena fioritura, col loro profumo elettrizzante. Come si fa a non sentirsi meglio? Ti rimette al mondo. Ci sono l'Elba, la Corsica, Capraia, Gorgona, tutto il promontorio, e ci sono io, che corro piano cercando di non emettere alcun rumore mentre appoggio i piedi sulla strada sterrata, perché il parkour ti insegna "no sound no shock" e tutti i tuoi legamenti ti vorranno bene.
Il rumore lo fanno le onde trenta metri piu' in basso, lo fa il vento tra i cespugli e le fronde dei lecci, lo fanno le ghiandaie e i passeri. E' tutto quello di cui ho bisogno.
Al diavolo la musica, quando esco ho in tasca soltanto un fazzoletto.
Solo
un
fazzoletto.
lunedì 18 maggio 2009
équilibre de chat, performance de gabian
("gabian" e' provenzale, il termine francese corretto e' "goéland")
E si ricomincia a pieno regime. Il caldo e la luce aiutano non poco, la voglia è consistente e come al solito quando si torna ad almeno un paio di allenamenti a settimana mi sento immediatamente molto meglio. Fino ad ora però la voglia di correre e basta prende il sopravvento; sara' perché correre lungo la via dei Cavalleggeri tra Calamoresca e Spiaggialunga, in mezzo ai cisti e agli elicrisi fioriti, col sole che tramonta piano sul mare e' tutta un'altra cosa che allenarsi d'inverno su strada. E' poco "urban", è vero, ma ti rimette al mondo. E torno a ribadire che ascoltare la musica mentre si corre e' un delitto, perché ti spezza il fiato e perché ti impedisce di sentire le onde che frangono e i maledetti gabbiani assassini che da noi - non c'é nessun dubbio - dominano incontrastati. A volte te li trovi a un metro dalla testa mentre inseguono bastardissimi una povera tortora, senti il fruscio delle penne della tortora e il sibilo delle ali d'acciaio dei bastardi, si rischia quasi di trovarseli sulla schiena. Per questo li apprezzo e mi va di sentirli, perché se ne fottono della stupida etichetta di leggiadri signori dell'aria, dell'immagine di sognatori costruita su Jonathan Livingstone. Non sono sognatori, sono i ratti dell'aria e cacano fiotti di liquido nauseabondo.
Loro, fanno parkour in aria. Efficienza, velocita', ecco tutto.
E da oggi si torna sui corrimano, nel tentativo di guadagnare con l'allenamento anche un ventesimo di quell'efficienza.
Sarebbe già un grosso traguardo.
lunedì 20 aprile 2009
Apres la pluie...
... vient le beau temps.
Finalmente. Anche se la pioggia della canzone è quella d'autunno, la stagione speculare.
Passato un periodo di freddo intenso (ed era il meno), di lavoro intenso (sfiancante, a volte) e di pallosissima pioggia, stasera si ritorna ad allenarsi con un minimo di regolarità, dopo qualche sporadica uscita in Febbraio e in marzo. C'è da riprendere il fiato, sciogliere la muscolatura ammosciata da giornate passate seduto, dai dolci delle feste (nemmeno troppi) e dalla stanchezza mentale.
Si riparte, correndo. E non perché ci sia urgenza di arrivare chissà dove.
Perché e' bello.
Come sempre.
Oai Partout.
martedì 27 gennaio 2009
mauvais saison
Che palle il tempo fa schifo. Ero riuscito ad allenarmi anche durante le feste, quando le cene e i pranzi ti troncano lo stomaco e non riesci ad alzarti dalla sedia. Ero fuori a correre la mattina del 27, con tre gradi e tanta voglia di sentirmi meglio. Funzionava.
Ora pero' il tempo fa schifo, letteralmente. Piove ogni due giorni e' tutto fradicio e quando non piove tira un vento del cazzo. Fanculo. Non cedo.
Continuo ad allenarmi a costo di farlo in garage, con NTM e IAM a palla e vaffanculo a tutti. Esercizi, balzi, su un piede solo, finche' non mi si sfiancano le caviglie, finche' non devo buttarmi a terra perche' non ce la faccio piu' a superare lo sgabello e le gambe fanno troppo male. Corda, altri balzi, anche questo e' fiato. Pesi per le braccia, per le spalle, pochi chili e tante ripetizioni, e ogni giorno e' piu' semplice.
Mi sistema la schiena, tutti questi viaggi in macchina me la stanno troncando di nuovo, fanculo.
E chissa'che non mi passi il nervoso, almeno finche' non torna il bel tempo e potro' tornare fuori, ancora linee, ancora la citta' sotto i piedi.
Ora pero' il tempo fa schifo, letteralmente. Piove ogni due giorni e' tutto fradicio e quando non piove tira un vento del cazzo. Fanculo. Non cedo.
Continuo ad allenarmi a costo di farlo in garage, con NTM e IAM a palla e vaffanculo a tutti. Esercizi, balzi, su un piede solo, finche' non mi si sfiancano le caviglie, finche' non devo buttarmi a terra perche' non ce la faccio piu' a superare lo sgabello e le gambe fanno troppo male. Corda, altri balzi, anche questo e' fiato. Pesi per le braccia, per le spalle, pochi chili e tante ripetizioni, e ogni giorno e' piu' semplice.
Mi sistema la schiena, tutti questi viaggi in macchina me la stanno troncando di nuovo, fanculo.
E chissa'che non mi passi il nervoso, almeno finche' non torna il bel tempo e potro' tornare fuori, ancora linee, ancora la citta' sotto i piedi.
mercoledì 10 dicembre 2008
allenarsi con la pioggia - training when it's raining
Riprendo a postare, il tempo continua a fare schifo, io continuo ad allenarmi. Del resto un posto al coperto ce l'ho e sarebbe da stupidi non approfittarne. Quando piove molto posso raggiungerlo in auto e allenarmi in tutta tranquillita', ma se il tempo e' come ieri sera, ovvero una leggera pioggia intermittente, mi sposto comunque correndo, e l'acqua e' un incentivo ad accelerare. Nel parcheggio coperto, oltre a correre, posso provare un sacco di esercizi e soprattutto ripetere delle serie interessanti; i posti auto infatti, ritmati alla distanza di due metri e mezzo, offrono la possibilita' di calibrare una lunga serie di quindici balzi da fermo per completare i quali occorre spingere ogni volta a sufficienza per non trovarsi a dover sforzare eccessivamente al balzo successivo.
L'altra buona opportunita' e' quella di provare delle transizioni, come ad esempio i balzi in corsa chiudendo su un corrimano a quattro zampe in modo da proseguire per un tratto e poi passare oltre. A volte una ringhiera e' utile per superare un gap ma e' difficile raggiungerla e portarsi in posizione; allenandosi sulla transizione ci si abitua a entrare sul corrimano senza fermarsi, in modo da riuscire a raggiungerlo anche con un balzo da un appoggio improvvisato.
-
I start posting again, the weather is still awful, I keep training. After all I have a covered spot and I'd be stupid if I didn't catch it. When it's showering I can go there by car and train easily but when the weather is like yesterday, that is a light blinking rain, I still run to the spot and water is a good reason to accelerate. In the covered parking, apart from running, I can try a lot of exercises and what's more repeat dome interesting series; car places in fact, with a two meters and a half rhythm, offer the chance to measure a long series of fifteen steady jumps, to complete each you have to push enough each time so to avoid hard efforts in closing the following jump. The other good chance is trying transitions, like running jumps closing on a handrail in quadrupedal stance to continue for a short distance and then jumping off. Sometimes a handrail is useful to clear a gap but it's hard to get upon it and placing over it; training on the transition you get accustomed with entering the handrail without stopping so to be able to reach it also with a jump from an occasional base.
L'altra buona opportunita' e' quella di provare delle transizioni, come ad esempio i balzi in corsa chiudendo su un corrimano a quattro zampe in modo da proseguire per un tratto e poi passare oltre. A volte una ringhiera e' utile per superare un gap ma e' difficile raggiungerla e portarsi in posizione; allenandosi sulla transizione ci si abitua a entrare sul corrimano senza fermarsi, in modo da riuscire a raggiungerlo anche con un balzo da un appoggio improvvisato.-
I start posting again, the weather is still awful, I keep training. After all I have a covered spot and I'd be stupid if I didn't catch it. When it's showering I can go there by car and train easily but when the weather is like yesterday, that is a light blinking rain, I still run to the spot and water is a good reason to accelerate. In the covered parking, apart from running, I can try a lot of exercises and what's more repeat dome interesting series; car places in fact, with a two meters and a half rhythm, offer the chance to measure a long series of fifteen steady jumps, to complete each you have to push enough each time so to avoid hard efforts in closing the following jump. The other good chance is trying transitions, like running jumps closing on a handrail in quadrupedal stance to continue for a short distance and then jumping off. Sometimes a handrail is useful to clear a gap but it's hard to get upon it and placing over it; training on the transition you get accustomed with entering the handrail without stopping so to be able to reach it also with a jump from an occasional base.
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